Scopriamo... Tenuta Almerita

Ururi (CB) - in conversione

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L’azienda agricola nasce nel 2017 dalla volontà e dalla passione di tre fratelli, Antonio, Michele e Pierluigi di recuperare i terreni familiari sulle colline molisane tra Ururi e S. Martino in Pensilis da anni lavorati in conto terzi e secondo i metodi dell’agricoltura convenzionale. L’attività prevalente è quella olivicola. Dell’azienda fanno parte 6 ettari di oliveto, per un totale di circa 1300 piante delle cultivar Gentile di Larino e Leccino, con alcuni alberi delle varietà Carolea e Peranzana.

I tre ragazzi, pur vivendo a Bologna, hanno deciso di ritornare alla terra, simbolo di fatica, ma allo stesso tempo di vita e di futuro. Una terra da preservare e da valorizzare, affiancando alla produzione agricola la promozione di un territorio affascinante. Nella consapevolezza che la terra, per quanto di proprietà, sia sempre un prestito da parte delle future generazioni, è stato chiesto l’assoggettamento all’Organismo di Controllo per la conversione della produzione agricola al metodo biologico e all’Organismo di Controllo ARSARP per la produzione di olio extravergine di oliva DOP Molise, a beneficio del prodotto e di coloro che lo consumeranno.

Tenuta Almerita crede fortemente nel valore etico d’impresa come mezzo per perseguire, non solo il profitto, ma anche la tutela dei diritti sociali, del lavoro, della legalità, del rispetto della dignità della persona e dell’ambiente, nella speranza di poter avere un impatto positivo sulla comunità circostante e sulla biosfera. Queste finalità che hanno guidato le molteplici scelte aziendali, dalla scelta dei fornitori e dei terzisti, alle modalità di reperimento della manodopera, dalla scelta delle metodologie colturali alla gestione dei rapporti contrattuali.

Tenuta Almerita è impegnata anche nel sociale, nel 2018 il 10% del ricavato dell’olio venduto è stato destinato al sostegno di del progetto Cucine Popolari - Bologna Social Food realizzato dall’associazione Civibo di Bologna.

Quest’anno invece il 5% del ricavato verrà devoluto all’Associazione Libera Bologna per sostenere il progetto contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo dal titolo “Lavorare per informare o informare per lavorare?”.

Uliveto

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